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STORIA DEL PERÙ

La scoperta di fossili umani nelle americhe è abbastanza recente; quelli più antichi, scoperti in Brasile nel 1986, sono datati a 32.000 anni fa e riguardano solo l'Homo sapiens sapiens senza alcun riscontro di resti di altri ominidi nel nuovo continente.

Dagli studi fatti risulta che i primi abitanti del Perù erano cacciatori nomadi con una scarsa vita di relazione comunitaria. Perlopiù vivevano nelle grotte, come in quella di Pikimachay nella regione di Ayacucho, dove sono stati ritrovati resti umani risalenti a 14.000 anni fa.

Caral, Perù
Città sacrà di Caral

Da graffiti, come quelli di Lauricocha (vicino a Huánuco) e di Toquepala (presso Tacna) e fossili ritrovati è risultato che gli animali cacciati erano la tigre dai denti a sciabola, il bradipo gigante o il mastodonte, oggi estinti; inoltre il cervo, il guanaco, la vigogna e il lama.
I primi abitanti peruviani, fino al 4.000 a.C. circa, sapevano accendere il fuoco, indossavano pelli di animali, ricavando utensili ed armi rudimentali da ossa e da pietre.
Dopo questa data si hanno i primi segni dell'introduzione di una rudimentale l'agricoltura e l'addomesticamento degli animali (alpaca, lama e porcellino d'India). Lungo la costa sorsero alcuni insediamenti, con la popolazione dedita all'agricoltura e alla pesca.
Dagli scavi archeologici si è appreso che la pesca veniva praticata con reti o ami di osso, talvolta su zattere, mentre i raccoglitori sulla riva cercavano granchi e altri crostacei, ricci di mare e uova di uccelli; venivano cacciate anche le otarie. L'agricoltura, invece, si basava su cotone, fagioli, peperoncini, zucche e, verso il 1400 a.C., si iniziò a coltivare il mais.
Non sono stati trovati reperti in ceramica o formati da metalli, ma solo oggetti ornamentali in osso e conchiglie.
Gli antichi peruviani dedicavano molto tempo per la costruzione di edifici sedi di cerimonie religiose. L'esempio più antico rimasto (datato intorno al 4000 a.C.) è una piattaforma sollevata affacciata sull'oceano Pacifico nella valle di Supe, nei pressi di Barranca, che era usata come luogo di sepoltura. Dello stesso periodo è la zona archeologica di Kotosh vicino a Huánuco, che suscita ancora numerosi interrogativi tra gli archeologi; si tratta delle le più antiche rovine rinvenute sugli altipiani peruviani.

Lo sviluppo delle civiltà pre-incaiche

Dal 2000 al 1000 a.C.
Grazie agli scavi effettuati nella valle di Virú e nell'area di Guañape (a 50 km a sud di Trujillo) si sono potute avere notizie riguardo la vita della popolazione tra il 2000 e il 1000 a.C. Si hanno i primi riferimenti della lavorazione della ceramica, ma si segnalano anche notevoli progressi per quel che riguarda la pesca, la tessitura e l'agricoltura (verso la fine di questo periodo iniziano le coltivazioni sui terrazzamenti dell'altopiano con l'introduzione dell'irrigazione). Dello stesso periodo sono i grandi templi scoperti nella valle del fiume Rímac, sopra Lima, e in altre località della costa.

Dal 1000 a.C. al 600
Chavín de Huantar è uno dei luoghi più importanti, dal punto di vista religioso, politico e commerciale; localizzato a più di 3.000 metri di altezza sulla Cordillera Blanca (40 km a est di Huaraz), ha dato origine alla civiltà Chavín. Il particolare che contraddistingueva questa popolazione era il mito e il culto del felino antropomorfo (un essere con caratteristiche proprie del giaguaro, dell'uomo, dell'uccello, e del serpente).

Intorno al 300 a.C., senza nessun motivo apparente, inizia il declino dello stile Chavín, al quale seguono cinque secoli percorsi da diverse culture locali; le più note sono quella di Salinar nella valle di Chicama vicino a Trujillo e quella della necropoli di Paracas a sud di Lima.

Lo sviluppo tecnologico di ceramica, lavorazione dei metalli e tessitura fu raggiunto tra il 100 e il 700 d.C., durante quello che un tempo veniva chiamato il periodo classico o fiorente. In particolare sono note due civiltà dell'epoca, per l’eccezionalità dei loro prodotti: i Moche, che abitavano intorno a Trujillo e producevano ceramiche facendo uso di stampi, e i Nazca, i cui insediamenti sono stati ritrovati lungo la costa meridionale e a cui si deve l'introduzione di tecniche policrome.

Entrambe le popolazioni erano solite raffigurare scene della loro vita quotidiana con disegni complessi ma dettagliati. I Moche costruivano grandi tumuli sormontate da piattaforme (piramidi), come i Templi del Sole e della Luna, eretti vicino a Trujillo e a Sipán nei pressi di Chiclayo. I Nazca si dedicavano alla creazione nel deserto di giganteschi disegni, conosciuti come Linee di Nazca, create rimuovendo la parte superficiale del terreno, creando così un contrasto di colore, visibile solo da una posizione elevata.

L'Impero inca

L'Impero inca è stato il più vasto impero precolombiano del continente americano. La sua esistenza va dal XIII secolo fino al XVI secolo e la sua capitale fu Cuzco, nell'attuale Perù.

È stato la culla della civiltà inca, uno dei maggiori popoli nativi americani. Unificò, conquistando o annettendo pacificamente, la maggior parte dei territori occidentali dell'America del Sud. Ad ogni popolo conquistato venivano imposti l'idioma e la religione dell'Impero. A loro volta, gli inca si arricchivano della cultura dei popoli annessi.
La storia degli Inca non poggia su documenti scritti. La scrittura non era conosciuta nell'impero andino prima dell'arrivo degli Spagnoli, se si fa eccezione per i quipu, strumenti di registrazione costituiti da cordicelle munite di nodi la cui interpretazione rimane comunque oggetto di discussione.

Gli Inca, tuttavia, si erano ingegnati per fissare i dati salienti della loro storia, costituendo un apposito corpo di saggi incaricati, anche con l'ausilio dei quipu, di registrare gli avvenimenti passati. A partire da Pachacutec, il nono sovrano della dinastia, queste memorie viventi erano inoltre integrate da alcune pitture in cui erano riprodotte le vicende più importanti della vita dei vari regnanti, opportunamente purgate da eventi poco edificanti. Integravano questo duplice sistema le tradizioni conservate nelle varie famiglie dei singoli sovrani, ognuna gelosamente rispettosa dei particolari esclusi dalla storiografia ufficiale.

I primi ricercatori Spagnoli che si interessarono alla storia passata del popolo appena conquistato non ebbero chiaro questo particolare e, interrogando indiscriminatamente i vari custodi delle passate tradizioni, registrarono fatti talvolta discordanti. Tuttavia le differenze riguardavano, quasi esclusivamente, i particolari intesi difformemente dalle varie famiglie, ma non inficiavano la storia degli Inca vista nel suo complesso.

La conquista spagnola

L'impero degli Inca ebbe termine con la cattura di Atahualpa da parte di Francisco Pizarro e, nel 1535, gli spagnoli stabilirono la capitale del Perù a Lima. Nel 1536 si ebbe l'ultimo tentativo degli Inca di riacquistare l'indipendenza ma, il "ribelle" Manco Inca Yupanqui (conosciuto anche come Manco Capac II), dovette ritirarsi a Vilcabamba, nella giungla, dove venne ucciso nel 1544.

Sipan
Chan Chan
Sipan
El Señor de Sipán
Inca Atahualpa Perù
Inca Atahualpa
Francisco Pizarro
Francisco Pizarro

Nel 1551 venne fondata la prima università del continente a Lima: l'Universidad Nacional Mayor de San Marcos.
Nel 1780 oltre 60.000 indios, capeggiati da Túpac Amaru II, si ribellarono alla dominazione spagnola, ma l'insurrezione fu soffocata nel sangue. Sempre gli indios, nel 1814, capeggiarono un movimento indipendentista, ma anche questo tentativo andò fallito.

L'indipendenza

Il 20 agosto 1821, il militare Argentino José de San Martín organizza una spedizione marittima che partirà dal porto di Valparaíso. Il 12 settembre sbarca a Pisco, in Perú; il 26 ottobre si dirige a nord occupando la città di Huaura. Josè de la Serna, viceré del Perù nominato dalla corona di Spagna, cercherà di risolvere il conflitto per via pacifica, promuovendo una conferenza con San Martin, che tuttavia non otterrà gli esiti sperati. San Martín occuperà Lima, il 28 luglio proclamando l’indipendenza del Perù e assumendone (il 3 agosto) il potere, e governando il paese fino al 20 settembre 1822.

Storia recente

I primi anni dell'indipendenza furono, ovviamente, alquanto caotici e caratterizzati di piccole guerre di potere. Nel 1836 la Bolivia invase il Perù, per formare la Confederazione Perù-Bolivia, che ebbe fine a seguito dell'intervento militare del Cile nel 1839 (Guerra della Confederazione).

Nel 1845 salì al potere Ramón Castilla, il primo a promulgare, nel 1860, una Costituzione democratica. Dal 1864 al 1866 il Perù, fiancheggiato da Ecuador, Bolivia e Cile, fu in guerra contro la Spagna per il possesso delle isole Chincha.
Nella seconda metà dell' Ottocento iniziò un modesto fenomeno emigratorio dall' Europa verso il Perù. Oltre 100.000 Italiani si trasferirono a Lima e dintorni creandovi la comunità degli Italo-peruani, assieme ad altrettanti Europei (specialmente ebrei).

Nel 1919 Augusto Leguía y Salcedo instaurò una dittatura militare, la prima di una lunga serie, fino a quando, nel 1939, divenne presidente il banchiere Manuel Prado y Ugarteche. Nel 1948 un colpo di stato militare portò al potere Manuel Arturo Odría, che dichiarò fuorilegge i partiti politici.

La storia recente (1980-2000) è stata anche caratterizzata dallo scontro tra lo stato peruviano e due gruppi armati di sinistra: i militanti maoisti di Sendero Luminoso sotto la guida di Abimael Guzmán, ed il Movimiento Revolucionario Túpac Amaru (MRTA), comandato da Víctor Polay Campos. La Commissione di Verità e Riconciliazione, creata nel 2000 per determinare gli effetti della guerra, conclude nel 2003 che questo conflitto interno causò la morte di 70,000 cittadini, principalmente nelle zone andine e quechua-parlanti.

Nel 1990 viene eletto Alberto Fujimori, il quale fece un "autocolpo di stato" il 5 aprile 1992, sciogliendo il Parlamento e instaurando la legge marziale. Con l'aiuto delle forze armate e dei servizi di intelligence, Fujimori consolidò durante lo scorso decennio una dittatura che ridusse i diritti civili ed umani della popolazione. Nell'ottobre 1993, riesce a far approvare una nuova costituzione, che prevedeva la possibile rielezione del presidente per due mandati consecutivi, ampliandone notevolmente i poteri.

Nel 1995 Fujimori viene rieletto presidente e, durante questo mandato, il suo Paese è impegnato in scontri militari con l'Ecuador per alcune aree di confine contese tra i due stati; solo nel 1998 verrà firmato un trattato che riporta la pace. Alla fine degli anni novanta, i mezzi di comunicazione più importanti sono controllati dal governo per facilitare la rielezione di Fujimori ed era già formata una vasta rete di corruzione dal consigliere presidenziale, Vladimiro Montesinos, il quale era il capo dei servizi d'intelligence.

Nel 2000 nuove elezioni presidenziali e nuova vittoria di Fujimori che, però, si circonda di sospetti brogli elettorali e scandali di corruzione.

In novembre 2000, Fujimori viaggiò nel Brunei per partecipare al summit dell' Asia-Pacific Economic Cooperation (APEC), e non ritornò in Perù.

Invece, si fermò nel Giappone e rinunciò alla presidenza via fax. Nel 2002, viene eletto a Presidente della repubblica il moderato Alejandro Toledo Manrique.

Nel 2006 vengono celebrate le nuove elezioni presidenziali. Il 4 giugno si è svolto il turno di ballottaggio (nel quale si sono affrontati i due candidati che hanno ottenuto più voti al primo turno) che ha visto il prevalere del candidato socialdemocratico Alan García - giunto al secondo mandato presidenziale - sul candidato nazionalista ed antiliberista Ollanta Humala.

Alan Garcia
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